A Varallo nella sede della Croce Rossa, nella sala intitolata a Elena Nathan Loro Piana, mercoledì 5 aprile era iniziato un nuovo Laboratorio di cucito, organizzato dalla Croce Rossa, Comitato Locale di Borgosesia, dalla Caritas Parrocchiale di Varallo (in collaborazione con l’Associazione Interculturale Eufemia) e dall’Istituto IPSIA Magni di Borgosesia, Corso di Moda: mancando solo tre lezioni alla conclusione della prima parte del progetto, siamo andati nel Laboratorio per incontrare le partecipanti, tredici donne di nazionalità diversa e di età compresa tra i 25 e i 55 anni, l’insegnante e le volontarie. L’accoglienza è stata calorosa ed amichevole: mi sono stati mostrati alcuni dei lavori realizzati, che mi hanno suscitato stupore, ma anche ammirazione per come l’insegnante abbia saputo lavorare con signore, alcune delle quali erano del tutto inesperte, mettendole in grado di realizzare piccoli oggetti raffinati e di utilità pratica. Ho potuto apprezzare come le signore lavorassero in un clima disteso, amalgamato ed armonico, lasciando fuori dalla porta i problemi personali e famigliari, anteponendovi la volontà di imparare, perseguita con costanza e zelo. Il compito dell’educatrice, una donna saggia e di notevole esperienza, si è rivelato essere più semplice del previsto, si è trovata ad ottimizzare delle risorse, mettendo le donne in condizione di dare il meglio: “Ho trovato molta disponibilità, solidarietà a tutti i livelli ed è stato semplice creare un gruppo coeso: si è riusciti davvero a lavorare insieme, perseguendo progetti comuni”.

L’insegnante del corso di moda, Brigida Juiliucci, una persona autorevole, che trasmetteva non solo il sapere, ma anche mostrava come porsi nell’attività del cucito e in generale in rapporto a richieste specifiche, sottolinea: “Essere insegnante è toccare una vita per sempre: la trasmissione del sapere è importante quanto le nozioni”. L’insegnante si è avvalsa dell’aiuto di alcune sue alunne del corso di Moda, aderenti al progetto di alternanza Scuola-Lavoro, per coordinare le esercitazioni pratiche del corso, mentre la tutor educatrice si è occupata delle donne dal punto di vista delle relazioni, aiutandole a conoscersi, frequentarsi e motivandone la partecipazione. La presenza di una stagista di origine araba, Selma, ha facilitato la comunicazione, così come quella di una studentessa di origine dominicana.

La Caritas Parrocchiale di Varallo aveva presentato alla Caritas Diocesana il progetto: “Il filo rosso” che attraverso la realizzazione di un laboratorio sartoriale prevedeva l’aggregazione e la valorizzazione delle donne come portatrici di risorse e di competenze, aiutandole a realizzare il loro desiderio di relazione, l’espressione creativa e la comunicazione sociale, quindi obiettivo del corso era anche quello di creare una rete di relazioni tra le donne ed è stato pienamente raggiunto, perché le signore non solo collaborano tra di loro durante le lezioni, ma si frequentano anche fuori: sono nate delle amicizie tra italiane, venezuelane ed arabe, ciascuna aveva qualcosa da dire e da dare alle altre. Una signora araba ha portato per due volte i dolci tipici del suo paese, offrendoli nella pausa di metà mattina: iniziativa ancor più lodevole, perché avveniva nel mese di Ramadan, quindi lei non assaggiava, né beveva nulla. Un’altra signora ha mostrato le caratteristiche del velo islamico, spiegando quali siano i tessuti più adatti per confezionarlo e come viene indossato.

Durante le settimanali lezioni fondamentale è stata la presenza di volontari della CRI e del Gruppo Caritas, in particolare Nilmini e Rosalba sono state “angeli silenziosi e attenti”, che non solo offrivano thè e biscotti nell’intervallo, ma davano suggerimenti e soccorrevano nelle varie necessità.

Il laboratorio si proponeva di fornire una formazione di base sul cucito, per poter fronteggiare piccole riparazioni, sistemazione di orli, bottoni, cerniere, rammendi, rendendo le donne autonome in famiglia ed eventualmente in grado di fornire questo servizio a negozi di abbigliamento, integrando il reddito familiare. Dai primi punti a mano si è passati all’insegnare come si utilizza la macchina da cucire e la taglia e cuci, inoltre le partecipanti avevano a disposizione anche un ferro da stiro professionale. Questo corso, dopo la pausa estiva, riprenderà a settembre ed al termine verrà consegnato l’attestato di partecipazione.

Il Progetto, che aveva ottenuto un finanziamento diocesano, nell’ambito dei progetti ordinari finanziati con i proventi derivanti dalla devoluzione dell’8 per 1000 alla Chiesa Cattolica, se si riusciranno a reperire ulteriori fondi, si vorrebbe proseguisse con lezioni specifiche dedicate proprio a orli, cerniere, piccole riparazioni.

In questa prima parte sono stati realizzati dei piccoli manufatti, facilmente commercializzabili nella rete dell’hobbistica: porta-mollette da bucato, trousse per trucco, sciarpine ed accessori d’abbigliamento, che saranno presentati in uno stand durante l’Alpàa, che affiancherà quello della Croce Rossa, dove saranno offerti anche i famosi canestrelli di Crevacuore. Nel portico esterno di Palazzo Racchetti, sede della Biblioteca Civica “Farinone-Centa”, ci sarà spazio anche per il “trucca-bimbi”, sempre molto gradito e anche quest’anno continuerà la raccolta degli occhiali usati in collaborazione con il Lions Club.

Quello dell’Alpàa sarà il primo appuntamento con l’esterno per le corsiste, seguiranno la partecipazione alla Festa dei Popoli e ai mercatini di Natale: terremo aggiornati sulle novità e sull’inesauribile creatività dimostrata dalle partecipanti, sollecitate dall’Insegnante e dalle organizzatrici.

 

Piera Mazzone