L’INIZIATIVA E DELLA CRI CON LA COLLABORAZIONE DEL COMUNE   

La piazza Mazzini di Borgosesia si arricchirà di un nuovo arredo come simbolo visibile della condanna per la violenza contro le donne. E’ una panchina rossa, che verrà collocata vicino al basamento sul quale è posato l’orologio. La targa che sarà apposta sulla panchina ha questa scritta accanto al volto di una donna : “Abbattiamo il muro del silenzio. Non sei sola. Chiama il numero gratuito nazionale 1522”. La cerimonia di inaugurazione, è fissata per sabato 10  marzo alle ore 16,00. L’iniziativa è nata su una proposta del Comitato Locale Croce Rossa di Borgosesia, che ha incontrato la piena disponibilità e collaborazione dell’amministrazione comunale.

“E’ un evento, affermano i promotori, che arriva a pochi giorni dalla celebrazione della festa delle donne e con il quale si vogliono ricordare tutte le donne vittime di femminicidio, di violenza tacita e nascosta. La panchina vuole testimoniare un sentimento di vicinanza e solidarietà alle donne, e insieme un richiamo perenne a questo grave problema, che negli ultimi anni ha registrato una crescita esponenziale”.

E il riferimento va a tutte le forme di violenza, di maltrattamenti fisici e psicologici, che costituiscono una delle violazioni dei diritti umani più diffusa al mondo. Infatti le statistiche dicono che al mondo una donna su tre oltre i 15 anni di età subisce violenza. E questo significa che non sono ancora sufficienti tutte le azioni messe in campo per combattere questo fenomeno perverso. Esiste una competenza specifica in capo al Dipartimento delle pari opportunità della presidenza del consiglio, ci sono più di ottanta centri antiviolenza in tutta Italia, ai quali si aggiungono associazioni, reti, fondazioni, e le manifestazioni di ogni genere che hanno tutti come obiettivo quello di combattere la violenza sulle donne e soprattutto cercare di prevenirla.

E la “panchina rossa” sotto l’orologio, vuole proprio con il rintocco delle ore tener viva la memoria su questo problema e far giungere sentimenti di vicinanza e segnali di aiuto a chi non ha ancora trovato il coraggio di denunciare.

E l’occasione che ci viene offerta costituisce forte richiamo alle donne, alle associazioni, a  tutte le persone, per partecipare numerose alla cerimonia e manifestare così la propria condivisione.