Codice etico

Doveri degli appartenenti alla CRI

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Gli appartenenti sono tenuti ad agire in osservanza delle seguenti disposizioni:

a. Lealtà – L’appartenente alla C.R.I. è legato all’Associazione da spirito e sentimenti di lealtà. Agisce secondo i Principi Fondamentali del Movimento Internazionale della Croce Rossa e promuove la loro diffusione.


b. Imparzialità – Nell’esecuzione dei propri compiti l’appartenente alla C.R.I. è onesto, imparziale ed equo. Evita qualunque comportamento arbitrario che possa recare danno a una persona, un gruppo o ad una qualunque entità. In ogni circostanza risponderà ai bisogni legittimi dell’individuo senza trattamento preferenziale o discriminazione alcuna riguardo la nazionalità, la razza, la lingua, il genere, le opinioni politiche, filosofiche o le credenze religiose.


c. Indipendenza – L’azione dell’appartenente alla C.R.I. è basata sui Principi Fondamentali del Movimento Internazionale e sulle regole etiche adottate nel presente Codice. La sua condotta non può essere influenzata dai fattori esterni, compresi quelli di natura politica, né alterata da interessi personali.


d. Responsabilità – L’appartenente alla C.R.I., conscio dell’importanza dei propri compiti e delle correlate responsabilità, si comporta in modo tale da conquistare e mantenere la fiducia delle comunità nei confronti dell’Associazione, anche offrendo il miglior servizio possibile nel rispetto dell’individuo e prestando costantemente attenzione ai bisogni delle persone.


e. Competenza ed efficacia – L’appartenente alla C.R.I. agisce in base alle proprie competenze e conoscenze per eseguire al meglio e con rigore i compiti che gli sono affidati. Applica le procedure stabilite dall’Associazione con efficacia ed attenzione. Risponde ai bisogni altrui con maturità, simpatia e professionalità.


f. Responsabilità delle risorse – L’appartenente alla C.R.I. deve utilizzare le risorse disponibili secondo i criteri di economicità e sostenibilità ambientale.


g. Rispetto dell’emblema – L’appartenente alla C.R.I. agisce nel rispetto delle regole concernenti l’uso dell’emblema (così come stabilito dalle Convenzioni di Ginevra, i Protocolli aggiuntivi e le direttive sull’utilizzo dell’emblema) e ne impedisce ogni abuso.


h. Conflitto d’interesse – L’appartenente alla C.R.I. deve evitare il conflitto d’interesse nell’esercizio delle funzioni assegnate e agire nell’interessesuperiore della Croce Rossa Italiana, ponendo tali interessi sopra qualsiasi altro, compresi quelli di membri della famiglia o persone vicine. Il conflitto d’interesse nasce da una situazione nella quale l’interesse privato o personale è suscettibile d’influenzare l’esercizio imparziale e obiettivo delle funzioni istituzionali. L’interesse privato o personale dell’appartenente alla C.R.I. comprende ogni vantaggio in favore di se stesso o di terzi a lui connessi.


i. Interessi economici – L’appartenente alla C.R.I. non può conservare o acquisire, direttamente o indirettamente, all’infuori di quanto previsto, degli interessi di natura economica o di importanza tali che siano suscettibili di compromettere la sua indipendenza nell’esercizio delle sue funzioni.


j. Regali – Una prudenza particolare è raccomandata all’appartenente alla C.R.I. allorquando gli sono offerti regali in relazione alla sua attività. Quale regola generale l’interessato scoraggerà il dono di qualunque regalo che non sia di modico valore.


k. Pubblicazioni e Conferenze – E’ vietato all’appartenente alla C.R.I. il rilascio di interviste a soggetti terzi; l’organizzazione di conferenze stampa o la pubblicazione di testi o articoli relativamente ad attività o materie rientranti nei compiti e nelle finalità istituzionali della Croce Rossa Italiana. I presidenti dei Comitati, ai vari livelli territoriali, sono in via esclusiva gli organi titolati a gestire i rapporti con organi di stampa o di comunicazione di qualsivoglia natura, secondo il criterio di competenza determinato dalla dimensione locale, provinciale, regionale o nazionale dell’argomento o attività oggetto della comunicazione ovvero della specifica competenza attribuita per materia dallo Statuto o dai Regolamenti interni alla titolarità dei vari Organi Centrali o territoriali della C.R.I.. Nel rispetto dell’applicazione del medesimo criterio sono disciplinate le richieste di collaborazione di Enti, Istituti ed Organismi per l’elaborazione di dati statistici, storici, sociologici e scientifici riguardanti l’Associazione. Tutti i documenti prodotti dall’Associazione sono riservati. L’accesso ai documenti è disciplinato ai sensi della Legge 241/90.


l. Riservatezza – La disponibilità e la trasparenza dell’amministrazione pubblica non esentano l’appartenente alla C.R.I. dal dovere di discrezione e riservatezza. L’appartenente alla CRI non può comunicare, in qualunque forma, ad una persona non qualificata, documenti o informazioni delle quali viene a conoscenza in occasione delle sue funzioni e non potrà renderli pubblici. Lo stretto rispetto delle regole relative all’accesso ed alla diffusione delle informazioni costituisce un obbligo fermo ed ogni mancanza sarà suscettibile di misure disciplinari e – ricorrendone le circostanze – di denuncia penale.


m. Denunce – Nel quadro delle proprie funzioni l’appartenente alla C.R.I. è tenuto a informare per vie interne ogni irregolarità che avrà constatato. È peraltro fondamentale astenersi dal rilasciare dichiarazioni eventualmente diffamatorie rivolte all’Associazione, privilegiando quindi le vie gerarchiche interne per ogni tipologia di segnalazione e commenti faziosi o di denuncia. Facendo ciò l’interessato ha il dovere di assicurarsi dell’esattezza e della pertinenza delle sue affermazioni.